Android O sarebbe l’identificativo di Android “Oatmeal cookie” e non “Oreo”



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L’ansia è già tremendamente alle stelle e tutti già ne parlando da tempo; ovviamente ci riferiamo alla prossima versione del sistema operativo made by Google, Android O. Questa nuova release sembra già aver raccolto molteplici utenti che ne hanno testato le capacità mediante le due prime build non ufficiali rilasciate proprio da BigG per dispositivi Pixel e Nexus.

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Ma veniamo alle curiosità in merito a questo nuovo sistema operativo; di sicuro in molti si interrogano su quella lettera “O” che campeggia di fianco al classico nome Android, la quale assumerà di sicuro un significato legato a qualche dolcetto così come accaduto per le varie versioni precedenti. Originariamente si credeva che la lettera “O” stesse per Oreo, il famosissimo biscotto che ormai ha fatto innamorare tutto il mondo, ma nelle ultime ore qualcosa di nuovo è arrivato sul web;

stando a quanto riferisce un’indiscrezione, il nome potrebbe essere Oatmeal Cookies. Tale supposizione è stata fatta dopo aver elaborato il codice sorgente proprio di Android O.

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Le novità sono davvero tante, a partire da:

  • Notification channels che offre agli sviluppatori la possibilità di raggruppare le notifiche per categoria, consentendo agli utenti di avere un maggiore controllo sulle notifiche e di decidere quali bloccare in determinate situazioni.
  • Background limits che limita le attività in background di ogni applicazione consentendo di risparmiare notevolmente la batteria, e quindi l’autonomia generale del dispositivo. Proprio per questo fattore, tutti gli sviluppatori potranno creare applicazioni con un minimo impatto sull’autonomia.
  • Autofill API che immagazzina i dati dell’utente come indirizzi, nomi e password, e questi possono poi essere sfruttati da altre app senza che l’utente stesso li debba reinserire tramite nuove API che implementino questo servizio.
  • Picture in Picture (PIP) disponibile per smartphone e tablet, dove è possibile guardare un video mentre si sta utilizzando un’altra app. L’utente può specificare l’aspetto ed una serie di interazioni con la finestra PIP.
  • Wide-gamut color, in cui le app posono sfruttare dispositivi con un display dall’ampia gamma cromatica (AdobeRGB, Pro Photo RGB, DCI-P3, ecc.).
  • Ottimizzazioni di Java 8 e Runtime, supportati entrambi da Android O, con le nuove API Java apportando netti miglioramenti anche del doppio in alcuni benchmark delle applicazioni.
VIA: PHONEARENA

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